LAGO D'ORTA

Il Lago d’ Orta, o Cusio, è situato a ovest del Lago Maggiore: si tratta di quello più ad occidente fra i laghi prealpini del Nord-Italia, situato interamente in Piemonte. Il lato orientale presenta i dolci declivi delle colline che lo separano dal Lago Maggiore e che culminano ai 1491 metri del Monte Mottarone. Le sponde occidentali sono invece più impervie e ripide: le colline lasciano spazio qui alle montagne della Valstrona e della vicina Valsesia.

CARATTERISTICHE

I paesaggi del lago d’Orta
Nella zona centrale della riva orientale sorge il borgo che nel corso del tempo ha dato il suo nome anche al Lago, un tempo chiamato Cusio, come Cusio era, ed è ancora oggi, la zona dove si trova. Orta San Giulio, rinomata e romantica sede di villeggiatura, è dominata alle spalle dal suo Sacro Monte, con le 20 cappelle affrescate dal Morazzone. Di fronte si trova l’Isola di San Giulio, con la Basilica omonima del sec. IV, ricostruita nei secoli IX e XI.

Giulio e Giuliano giunsero a predicare il cristianesimo alla fine del IV secolo, e rimasero in questi splendidi luoghi per sempre, influenzandone l’arte e la storia.

Le radici antiche della zona, i suoi paesaggi ed i suoi pittoreschi borghi, fonti d’ispirazione per scrittori, pittori e registi, non hanno impedito a questi luoghi di sviluppare anche tradizioni dapprima artigianali e quindi industriali. Si distinguono oggi il “distretto dei casalinghi”, incentrato nella zona di Omegna, all’estremità settentrionale del Lago d’Orta, ed il “distretto del rubinetto”, sorto tra San Murizio d’Opaglio e Gozzano.

Il Sacro Monte
Alle spalle del paese di Orta San Giulio, fin alla sommità dell’omonima penisola, si trova il Sacro Monte di Orta, immerso in un maestoso bosco di alberi plurisecolari, oggi Riserva naturale speciale del Sacro Monte di Orta.

Il progetto di questo percorso sacro dedicato a San Francesco d’Assisi risale alla fine del Cinquecento, in piena epoca di Controriforma. La Chiesa al culmine della collina, dedicata a San Nicola di Mira, o San Nicolao, risalente all’XI secolo, venne rimaneggiata e ristrutturata ispirandosi alla Basilica Inferiore di Assisi, luogo di sepoltura di San Francesco. Ancora oggi il luogo è abitato e gestito dai francescani.

Il luogo sacro comprende un complesso di 20 cappelle (originariamente il progetto ne prevedeva 36) dedicate all’illustrazione della vita di San Francesco d’Assisi, nonché il convento dei cappuccini annesso alla Chiesa, dedicata ancora oggi a San Nicolao, come in origine, ma anche a San Francesco, le cui vicende straordinarie impregnano l’itinerario ed anche il suo culmine.

Nella Chiesa è conservata anche una pregevole statua lignea raffigurante la Pietà, che nel 1538 fu protagonista di un miracolo: la Madonna lignea raffigurata divenne oggetto di venerazione e forse anche questo diede un impulso per la scelta di questo luogo come sede per un progetto spirituale così importante. Oltre a questa, l’interno della Chiesa conserva una Navità del Procaccini e tele di Cantalupi e Busca.

Il Sacro Monte di Orta venne edificato in gran parte nello scorcio del XVI secolo e nel XVII, ed anche le Cappelle vennero decorate dai maggiori artisti del tempo: l’itinerario vanta statue del Rusnati, del luganese Falconi (noto per il Colosso del S. Carlo ad Arona), del Bussola e affreschi del Morazzone e del Ferrari.

Il percorso sale a spirale lungo le pendici della collina che chiude alle spalle Orta, il cui inizio si trova a pochi minuti dal centro: il percorso e le sue cappelle giungono fino ai 400 metri ca. della vetta ed al sagrato della Chiesa, da cui si gode un panorama mozzafiato sul Lago d’Orta, inaspettata emozione, e non solo per i pellegrini.

Carta d’identità
Il lago ha una superficie di 18,2 km quadrati, allungandosi da nord a sud per 13,4 km e con una larghezza massima di 2,5 km. Il Lago si trova a 290 m. sul livello del mare e raggiunge una profondità di 143 m. All’estremità settentrionale, dove sorge Omegna, ne sgorga l’unico emissario, la Nigoglia, diretto curiosamente verso Nord (caso unico fra gli emissari dei laghi prealpini), dove le sue acque si uniranno a quelle del Toce per gettarsi nel Lago Maggiore.

Il clima è mite, le coste ed i dintorni assai pittoreschi, ricchi di boschi, di colture, fervidi di attività industriale e turistica. I borghi che si affacciano sullo specchio del Lago, generalmente ricchi di storia, sono oggi suddivisi, dal punto di vista amministrativo, fra la Provincia di Novara e la Provincia del VCO, o del Verbano-Cusio-Ossola, facente capo a Verbania.